Contratti: inadempimenti e Coronavirus

0
166

La dichiarazione di Pandemia da Covid-19 da parte del OMS certifica la gravità e la diffusione dell’epidemia che stiamo vivendo in questi giorni: alla crisi sanitaria si accompagna una crisi economica e sociale che rischia di minare nelle fondamenta la struttura del nostro Paese.

Il lockdown imposto dalle Autorità, la crisi dei consumi, il timore di essere contagiati o di contagiare, hanno messo in crisi il sistema logistico, la filiera produttiva e distributiva, con conseguenti ripercussioni anche sui rapporti contrattuali.

I manager e gli imprenditori, ad oggi, si ritrovano a valutare l’effettiva convenienza di un dato affare, ad interrogarsi sull’ eventuale diritto di disattendere agli impegni assunti o sulla possibilità di ritardare o non eseguire un determinato pagamento.
La domanda ricorrente posta agli uffici legali e ai consulenti esterni è se la crisi sanitaria, le restrizioni imposte dal Governo volte a contenere la pandemia e i mancati incassi, possano o meno giustificare il mancato adempimento di una prestazione contrattuale o, al contrario, possano esporre al rischio di dover risarcire il danno cagionato dallo stesso inadempimento.
Si può rispondere a questa domanda solo analizzando il caso specifico nella sua interezza, partendo da una attenta lettura degli accordi intercorsi tra le parti, compresa la legge a questi applicabile e tenendo presenti due rimedi contrattuali forniti dal nostro ordinamento: l’impossibilità sopravvenuta della prestazione e la risoluzione del contratto per forza maggiore.

Impossibilità definitiva e Impossibilità temporanea

L’art.1256 del nostro Codice Civile, distinguendo tra impossibilità definitiva e impossibilità temporanea, prevede l’estinzione dell’obbligazione “quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile.”.
Perché si configuri l’estinzione dell’obbligazione, quindi, è necessario che “l’impossibilità” sia sopravvenuta, definitiva, assoluta, oggettiva, non imputabile al debitore.

Oltretutto, perché sia riconosciuta l’impossibilità ad adempiere occorre che, all’atto della sottoscrizione del contratto, il factum principis non sia ragionevolmente e facilmente prevedibile secondo la comune diligenza.
Il factum principis idoneo ad escludere l’imputabilità dell’inadempimento può individuarsi in un provvedimento legislativo o amministrativo dettato da interessi generali e che renda impossibile la prestazione.

Nel caso, invece, di impossibilità temporanea, l’art 1256 c.c. esclude la responsabilità del debitore per il ritardo nell’adempimento fino a che questa impossibilità perduri. La mera difficoltà dell’adempimento o l’impossibilità temporanea della prestazione, quindi, producono solo la sospensione del contratto. Tuttavia, viene precisato nello stesso richiamato articolo che “l’obbligazione si estingue se l’impossibilità perdura fino a quando, in relazione al titolo dell’obbligazione o alla natura dell’oggetto, il debitore non può più essere ritenuto obbligato a eseguire la prestazione ovvero il creditore non ha più interesse a conseguirla”.
E’ bene sottolineare che, nel caso in cui non si sia adempiuto alla propria obbligazione nei termini pattuiti, ovviamente, non si potrà invocare l’impossibilità con riferimento ad un evento verificatosi in un successivo momento.

Forza Maggiore

Un altro rimedio fornito dal nostro ordinamento è riscontrabile nella forza maggiore, concetto, in verità, privo di una specifica definizione e rievocato nell’art. 1467 c.c. che riconosce al debitore la facoltà di richiedere la risoluzione del contratto qualora “la prestazione di una delle parti è divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili”.

Requisiti essenziali, quindi, sono la straordinarietà e l’imprevedibilità per cui la risoluzione non può essere domandata se la sopravvenuta onerosità rientra nell’alea normale del contratto e quando non si sia configurata un’alterazione sostanziale delle condizioni del negozio originariamente convenuto.

Come è evidente, in conclusione, non è possibile dare una risposta univoca senza analizzare, nella sua specificità, ogni singola fattispecie, in uno scenario, come quello attuale, surreale e speriamo…. isolato.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here