L’Aura Salentina batte DAMM.

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brinda con le persone a cui vuoi bene

Il birrificio artigianale salentino vince un’importante battaglia legale contro la multinazionale DAMM.

E’ tempo di festa per l’AURA BIRRA, l’artigianale salentina, che ha incassato una grandissima soddisfazione e sul cui sito c’è un quanto mai opportuno e felice invito: “brinda con le persone a cui vuoi bene”.

In effetti, il produttore Mauro Zilli, nato e cresciuto a Lecce, ha tanti buoni motivi per brindare: ha ottenuto la meglio in una delicata disputa legale contro il prestigioso gruppo birraio Damm, fondato nel 1876.

La vicenda che vede coinvolto il marchio L’AURA BIRRA (evocante una birra differente “altra” come “aura” nel dialetto salentino e ispirato al nome di una donna, Laura, fidanzata del produttore) ci insegna a credere nei sogni e a non avere paura di lottare per difendere il proprio lavoro, anche quando il muro sembra insormontabile.

E qui il muro è la Daura: la birra gluten free; una birra dal contenuto di glutine inferiore a 6 parti per milione, e nata dal progetto del colosso spagnolo in collaborazione con l’Unità del Glutine del Centro Superiore di Ricerche Scientifiche.

La disputa ha inizio poco dopo il completamento della procedura di registrazione del marchio L’AURA BIRRA e, precisamente, quando il gruppo Damm ne contesta l’uso, intimandone la cessazione, rilevando la violazione dei propri diritti e paventando il rischio di confusione tra i consumatori; ovviamente specie a fronte di un marchio appartenente alla medesima classe merceologica e ritenuto visivamente e foneticamente molto simile al marchio Daura.

Mauro Zilli che, come si legge sul suo sito, è abituato alle gare ad ostacoli, a giocare a rugby, non si è lasciato intimorire. E nel settembre 2019, ha ottenuto il riconoscimento delle sue ragioni.

Con la sentenza del 2019, infatti, sono state respinte tutte le contestazioni mosse dal gruppo spagnolo che incentrava le sue argomentazioni sul mero elemento denominativo L’AURA, evidenziato quale unico elemento dotato di capacità distintiva e come tale, visivamente e foneticamente, simile al marchio Daura.

I due marchi sotto la lente dell’esaminatore, invece, sono stati ritenuti differenti sia dal punto visivo che fonetico tanto da non ingenerare alcuna confusione nel consumatore.

Dalla comparazione dei due segni distintivi, in sintesi, emerge che la componente verbale del marchio L’AURA risulta per la collocazione e le dimensioni, di minore impatto visivo ai fini dell’attenzione del consumatore. La parte figurativa, invece, per posizione, grandezza e cromaticità, è prevalente nel contesto del segno del richiedente imprimendosi nella memoria del consumatore e determinando un’impressione del segno complessivamente differente. Il pubblico sarà, quindi, in grado di distinguere i marchi pur a fronte di prodotti risultati identici e affini.

Che dire…non resta che augurare al gruppo salentino di continuare a lavorare con amore, passione e competenza e di continuare a farci gustare una eccezionale birra artigianale!

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