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Report Legambiente, Napoli pessimo piazzamento

Nov 03 Scritto da 
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Secondo il Report Legambiente "Ecosistema Urbano 2014", lo stato di salute ambientale nei Comuni campani non è dei migliori. Napoli ottiene un pessimo piazzamento, Avellino svetta

Report Legambiente 2014. Non c’è da stare tanto allegri dopo la rilevazione di Ecosistema urbano sulle performance ambientali nei 5 capoluoghi di provincia della Campania: nessuna accelerazione, nessuno scatto in avanti. Tira sempre una brutta aria a Napoli, che si piazza all'87° posto ed è l’ultima delle grandi metropoli. Caserta precipita al 93° posto; sufficienza per Salerno, cinquantesima, e Benevento al 59° posto. Avellino vanta la migliore performance tra i capoluoghi campani: a lei il 39° posto. 

Più che città sostenibili, i 5 capoluoghi sembrano Comuni lenti e stanchi. La fotografia complessiva delle cinque città campane è stata scattata dalla XX edizione di Ecosistema Urbano, la ricerca annuale condotta da Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore sullo stato di salute ambientale dei Comuni capoluoghi italiani.

Quest’anno, sono stati 18 gli indicatori selezionati da Ecosistema Urbano per confrontare tra loro i 104 capoluoghi3 indici sulla qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), 3 sulla gestione delle acque (consumi, dispersione della rete e depurazione), 2 sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), 2 sul trasporto pubblico (il primo sull’offerta, il secondo sull’uso che ne fa la popolazione), 5 sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), 1 sull’incidentalità stradale, 2 sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili).

È la mancata risposta a essere presa in considerazione: in mancanza di quest’ultima, al Comune viene assegnato un punteggio negativo (“malus”). “Nel complesso - commenta Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania - il Rapporto evidenzia con chiarezza la situazione d’impasse in cui versa la Campania, l’esasperante incapacità con cui molte città affrontano sul proprio territorio alcune questioni chiave”.

“Tra gli interventi messi in campo da chi gestisce i centri urbani – prosegue – è davvero difficile trovare una reale spinta a migliorare la qualità della vita di residenti e ospiti: mancano la capacità creativa e il coraggio di riprogrammare le priorità. Nelle città campane infatti – prosegue Buonomo – alla preoccupazione per un’emergenza contemporanea, si accompagna l’impossibilità di riuscire a rintracciare, tra i programmi politici, un filo conduttore o un quadro d’insieme che offra l’immagine di quello che sarà la città nel futuro, cosa potrà diventare, se finalmente il territorio comunale sarà considerato e trattato come un vero e proprio ecosistema urbano e non come una sommatoria di zone e responsabilità scollegate tra loro”.

Report Legambiente, Napoli pessimo piazzamento. Il Comune di Napoli è ottantasettesimo. La qualità dell'aria presenta livelli di biossido di azoto che raggiunge i livello di 37,3 ug/mc, al di sotto del limite di legge di 40 μg/mc, La media relativa alle concentrazioni di polveri sottili si assesta sui 35, microgrammi al metro cubo, inferiore al limite per la protezione della salute umana di 40 μg/mc, previsto dalla direttiva comunitaria. La raccolta differenziata si assesta al 20%, percentuale tra le peggiori tra le grandi città.

Negativo è anche il trasporto pubblico, dove Napoli rimane staccata dalle altre grandi metropoli con 56 passeggeri trasportati annualmente per abitanti annui; Roma ne trasporta 512 e Milano 474. Inoltre, per quanto riguarda l’offerta del servizio di trasporto pubblico è tra le peggiori in Italia, superata solo da Messina. Promossa, invece, sulla depurazione (con il 100% di capacità depurativa), mentre aumenta rispetto al 2013 la percentuale per la dispersione dell'acqua con una percentuale del 34% (era il 31% lo scorso anno).

Report Legambiente, Avellino svetta sui capoluoghi. Il primato regionale di Ecosistema Urbano spetta ad Avellino, che si posiziona al 39° posto su scala nazionale. Buona la percentuale di raccolta differenziata, pari al 55,5%; per quanto riguarda la rilevazione di Pm10 con 28 μg/mc si assesta molto al di sotto del limite di legge di 40 μg/mc. Mentre per la concentrazione dell’ozono, Avellino ottiene la maglia rosa a livello nazionale con 0 superamenti s del limite giornaliero come media mobile su 8 ore. Il capoluogo avellinese è tra le prime 4 città italiane meno energivore, sotto i 1.000 kWh pro capite di consumi elettrici.

Salerno 50esima. Salerno si piazza a metà classifica con il suo 50° posto, terza città campana. La raccolta differenziata si assesta al 65,2% (tra le prime 7 a livello nazionale). Incompleti i dati sulla qualità dell'aria. Nel capoluogo salernitano, l’acqua immessa nella rete viene perduta in percentuale pari al 60%, a riprova di una situazione critica per la città; non disponibile il dato sulla depurazione. Sufficiente sul versante del trasporto pubblico.

Ottiene, tuttavia, la maglia rosa per l’indicatore sulle energie rinnovabili, che si concentra quest’anno sulla diffusione del solare termico e fotovoltaico in strutture pubbliche. Dai dati elaborati, Salerno distanzia tutte le altre città, con oltre 185 kW installati ogni 1.000 abitanti.

Report Legambiente, Benevento 59esima. Anche Benevento ottiene una discreta posizione, cinquantanovesima. Una percentuale di raccolta differenziata pari al 64,6%, superata a livello regionale solo da Salerno. Triste primato per quanto riguarda la rilevazione della concentrazione PM10, dove Benevento è ultima città in Italia per le polveri sottili – con un valore medio annuo superiore al limite per la protezione della salute umana di 40 mg/mc – mentre sfiora con 39,4ug/mc il superamento dei limiti di legge per quanto riguarda biossido di azoto, e conquista la maglia rosa con zero superamenti del limite giornaliero di 120 mg/mc come media mobile su 8 ore. È tra i 4 i comuni in cui solo la metà, o meno, della popolazione viene servita dal depuratore: Benevento (che registra il 21% di capacità di depurazione) insime a Catania (24%), Messina (48%) e Palermo (49%).

Caserta, maglia nera della Campania. Con la sua novantatreesima posizione, penalizzata per aver inviato informazioni inferiori al 50% del totale dei punti assegnabili, Caserta non risponde sui dati della qualità dell'aria, della depurazione e del trasporto pubblico. La raccolta differenziata registra una percentuale pari al 45 %; sono appena 0,11 i metri quadrati di superficie pedonale a disposizione di ogni residente; positivo è l’indice di ciclabilità con 4,51 metri equivalenti ogni 100 abitanti per pista ciclabile.

Il dossier completo di Ecosistema Urbano è consultabile al link www.legambiente.campania.it.

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