Mezzogiorno Produttivo

Cecchi Paone: “Stati Uniti d’Europa sono futuro dell’UE”

Mag 21 Scritto da 
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Le elezioni europee sono alle porte. Quali sono le prospettive per il Sud all’interno dell’Unione? E quali sono le opportunità in tema di competitività, sviluppo e innovazione tecnologica che l’Europa saprà offrire nel prossimo futuro alle imprese e ai lavoratori del Mezzogiorno? E quali potranno essere le future linee guida per la crescita dell’UE?

Fabio Castiglione incontra Alessandro Cecchi Paone, candidato per Forza Italia alle elezioni europee 2014.

Domanda: Da qualche tempo c’è una maggiore sensibilità verso la sostenibilità ambientale della produzione di energia, da parte dei maggiori attori internazionali. In questa prospettiva quali misure dovrebbe mettere in campo l'Unione Europea e che tipo interventi potrebbero interessare il Mezzogiorno?

Risposta: Non è la prima volta che si parla di energie alternative e di riduzione dell'inquinamento al G7. La verità, però, è che non si è mai presa una decisione netta. È un limite che l'Europa riscontra anche in altri settori. La Commissione europea non è ancora un vero Governo continentale, ma un eterno luogo di mediazione economico-finanziaria. Per questo motivo, non ha una forza spendibile in politica estera. 

D: Come intervenire allora?

R: Solo la nascita degli Stati Uniti d'Europa, totalmente integrati, potrà portare a una politica comune in materia di energia e permettere all'Ue di sedersi al tavolo della Russia, degli Usa e della Cina, piuttosto che subire le decisioni di questi paesi. È chiaro che, qualora si propendesse per una svolta verso le energie alternative, il Sud e tutte le aree del Mediterraneo dovranno essere al centro del progetto.

D: Quali sono le prospettive e gli obiettivi di sviluppo della green economy e quali le opportunità da cogliere a livello europeo per le imprese del Sud? 

R: Bisogna partire da due aspetti. Il primo è che il Sud Italia è uno dei più grandi bacini di energie alternative d'Europa: il sole, il vento, l'acqua, i biogas. Il secondo è che l'Europa, già nl periodo 2007-2013 ha inviato in Italia una montagna di soldi, sotto forma di fondi europei. Una parte di questi, sono destinati alle energie rinnovabili. Che cosa è successo, però? Che i fondi a noi destinati sono stati sprecati oppure, peggio, rubati. Inoltre, nessuno dei nostri rappresentanti in Europa si è preso la briga di spiegare anche ai piccoli imprenditori come presentare i progetti. Lasciandoli affogare nella burocrazia.

D: Adesso, però, si apre una nuova stagione di fondi europei.

R: Ora c'è il nuovo programma europeo 2014-2020. Ancora una volta, al Mezzogiorno saranno destinate somme ingenti. A questo punto, però, abbiamo bisogno di una classe politica più capace, che sappia parlare le lingue e capisca i temi ambientali da un punto di vista scientifico. Le opportunità in Europa sono moltissime. 

D: In Italia, specie al Sud, il settore ricerca e tecnologia non gode di un particolare sostegno da parte delle Istituzioni. Come fare per invertire la tendenza?

R: L'Italia è il paese che investe meno e peggio sulle innovazioni tecnologiche. Basti pensare che l'Italia è in fondo alla classifica per la diffusione della banda larga. In questo quadro aberrante, la Campania, nei prossimi mesi, sarà la prima regione d'Italia a banda larga. Questo potrà sicuramente frenare l'emigrazione imprenditoriale, poiché non si può chiedere ai nostri imprenditori competitività, usando i vecchi modem.

D: Tenendo conto delle eccellenze presenti al Sud, e in particolare a Napoli e in Campania, quali strategie possono essere messe in campo per valorizzare il loro potenziale inespresso?

R: Napoli ha molte eccellenze. Penso al Cnr, al Cira, solo per citare due esempi. Penso anche al progetto di Città della Scienza, che mirava a diventare un polo di divulgazione scientifica per tutta Italia. Purtroppo, alcune decisioni sbagliate negli anni precedenti e il terribile incendio del 2013 hanno rallentato questa idea. Ho presieduto il comitato scientifico della prima edizione di Futuro Remoto dopo il rogo, ciò testimonia che ci credo. Ma le istituzioni dovrebbero mettersi d'accordo e ricostruirla una volta per tutte, invece di litigare e perdere tempo. 

D: Che ruolo ha la cultura, specie al Sud, nella creazione e nell'affermazione presso i popoli di una coscienza e di un’identità europea? 

R: Voglio ricordare che l'Italia è tra i tre Paesi che dopo la Seconda guerra mondiale hanno fondato l'Europa, con Francia e Germania. Ciò significa che l'Europa è già nella nostra cultura e nella nostra tradizione. Purtroppo, una classe politica incapace, che ha gettato al vento i fondi dell'Europa, che parla di fiscal compact senza mai spiegare cos'è, ha fatto apparire l'Europa come un Ente cattivo, che fa solo gli interessi della Germania. A questo, va aggiunta la suicida propaganda antieuropeista di Lega e Movimento 5 stelle, che cavalcano l'onda della delusione popolare. Se, invece, chi sarà eletto il 26 maggio saprà spiegare in termini semplici paroloni complicati e se vigilerà sulla regolare spesa dei fondi che l'Europa invierà, l'Unione europea sarà vista come merita: come l'unica chance per il Sud.

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