Mezzogiorno Produttivo

PMI a 2 velocità imprese che volano e boom di fallimenti

Nov 17 Scritto da 
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Secondo il Cerved tra il 2015 ed il 2016 una lenta ripresa interesserà un'economia italiana ancora fondata sulle PMI che rappresentano oltre il 90% del sistema produttivo italiano.

Un patrimonio di competenza ed esperienza, di capacità di creare occupazione quello delle piccole e medie imprese, patrimonio riconosciuto anche fuori dai nostri confini.

 

Boom di fallimenti per le PMI

I numeri però sono impressionati, 13.000 aziende sono fallite e circa cinquemila hanno avviato una procedura concorsuale. Più di 23.000 sono state liquidate.

Ne si può dire che sia stata una selezione dura ma necessaria a salvaguardare il sistema: i risultati delle imprese in vita sono comunque desolanti. In termini di MOL, Margine Operativo Lordo, le PMI denunciano una contrazione di ben 31 punti
mentre la redditività è dimezzata, passata da 13,9% al 5,6%

Nonostante questo le PMI continuano ad essere riconosciute come il motore dell'economia dell'UE, dotate di quella inventiva e capacità, di quella flessibilità che appare tanto importante per affrontare il cambiamento.

 

IMPRESE GAZZELLE

Anche se la crisi economica si è dimostrata più forte ed insistente di quanto si potesse immaginare, a fronte dei numeri sopra elencati ci sono PMI che hanno visto il fatturato raddoppiare in 5 anni. Una percentuale limitata ma statisticamente rilevante e significativa:
le PMI possono reggere la crisi ed anzi crescere con medie a due cifre.

Sono aziende per lo più collocate nelle regioni del Nord, ma che hanno in Puglia e Calabria il maggior tasso di concentrazione.
Sono imprese giovani, nate nel periodo della crisi e quindi preparate ad affrontarle attraverso una migliore capitalizzazione ed un minor ricorso al sistema bancario.
L'autofinanziamento, l'indipendenza dal sistema bancario, permette di crescere più velocemente, evitando fardelli che possono fermare le imprese di piccole dimensioni.

La stretta creditizia sembra infatti colpire soprattutto le piccole e medie imprese, quelle nate "indipendenti" dalle Banche possono reagire più velocemente a repentini cali di fatturato.

Il ricorso a finanza alternativa, come emissioni di obbligazioni societarie è ancora poco diffuso tra le aziende italiane, secondo il Cerved, solo 29 ne hanno fatto ricorso per poco più di 220 milioni di euro.

Quindi la sotto capitalizzazione, il ricorso a capitali del sistema bancario, rappresenta la principale debolezza delle PMI.

Per permettere dunque alle nostre piccole e medie imprese di ripartire, occorre che la domanda si svegli e l'accesso al credito sia meno necessario e soprattutto meno oneroso.

 

TAG: primapagina    pmi    Crisi_Economica    Credit_Crunch   
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