Mezzogiorno Produttivo

Il Mezzogiorno frena ancora

Lug 09 Scritto da 
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Il Mezzogiorno d’Italia ancora fanalino di coda dello sviluppo del nostro sistema-Paese. Un dato che emerge dal rapporto pubblicato lunedì da Banca d’Italia dal titolo “L’Economia nelle Regioni italiane nel 2013”.

«Per il 2014 emergono segnali» si legge nel documento, «ancora moderati, di ripresa, che sono però ancora differenziati tra le diverse aree. In base agli indicatori disponibili, il riavvio dell’attività delle regioni centro-settentrionali non si è ancora esteso a quelle meridionali, riflettendo anche la loro minore apertura agli scambi internazionali». Infatti, proprio per quel che riguarda le esportazioni «nell’anno appena trascorso sono aumentate al Nord, rimaste pressoché stabili al Centro, calate nel Mezzogiorno».

Ristagno dei consumi e degli investimenti

Una situazione che si riverbera anche sui consumi e sugli investimenti, ambiti nei quali la flessione «è stata più accentuata nel Meridione. Il valore aggiunto dell’industria in senso stretto ha fatto registrare una flessione in tutte le aree, più intensa nel Mezzogiorno e al Centro. Nelle regioni centro-settentrionali sono però tornati a crescere gli ordinativi nel corso dell’anno, trainati dalla componente estera, accompagnati da un decumulo delle scorte; anche nel Mezzogiorno si è registrata una ripresa degli ordinativi durante l’anno, sebbene più lenta che nelle altre aree».

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Il Settore Edile

Nel settore costruzioni, sempre secondo quanto riportato da Banca d’Italia, «la diminuzione del valore aggiunto è stata più accentuata nelle regioni meridionali rispetto al resto del Paese; nei servizi il valore aggiunto si è contratto in tutte le ripartizioni, con un calo significativo nel Meridione, ma con l’eccezione del Nord Ovest, dove è cresciuto dell’1,1 per cento».

Il tasso di disoccupazione

Senza contare che «il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel 2013 il 19,7 per cento nel Meridione e il 9,1 al Centro Nord; per i giovani fino a 29 anni è rispettivamente pari al 43 e al 23 per cento».

Lo scorso anno non è stato affatto positivo anche per il settore dei prestiti bancari che hanno subito una flessione, questa volta, «più pronunciata nel Nord Ovest, dove le imprese hanno però fatto un più intenso ricorso al mercato obbligazionario; è stata meno marcata, invece, nel Mezzogiorno».

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